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      Egli promette scudi 30 di gratificazione a chi gli ottenga questo posto. E non dovrebbe riuscirgli tanto difficile perché è protetto anche dal Passionista Padre Vincenzo Ferrajoli fratello di quel Ferrajoli che stà con Torlonia. Prima di ricevere la tua lettera ultima io avevo scritto in proposito a M.r Domenico Bruti onde agisse per ottenere la grazia, e ne attendo ancora risposta, ma se tu mi dicessi di poter agire in detto affare, io procurerei di disimpegnarmi con Bruti, e lo affiderei a te. Attendo perciò una tua risposta a pronto corso postale, onde potermi regolare. Pensa però che non vi sarà mai il mio consenso perché tu faccia l'agente. Il consiglio che io ti dò [sic] da vera amica è un solo, e parmi il più sano, purché il mio proprio interesse non mi seduca. Tu dovresti restringere gli affari tuoi, e dargli un'andamento da poter dirigere anche lontano, eppoi venire qui a convivere cogli amici tuoi, cui la tua compagnia sarebbe del piacer maggiore, e che prenderebbero di te quelle cure che la vera affezione può soltanto ispirare. Sì, caro Peppe tu dovresti venire a vivere con noi almeno fintanto che dovrai levare Ciro di Collegio; per allora potresti prendere quelle misure che crederai convenienti. Ma per ora vieni da noi, dove sarai forse esposto ad un solo dispiacere, cioè a quello di sentirci qualche volta ringraziare le tue triste [sic] circostanze poiché da quelle avremmo ricevuto il gradito dono della tua compagnia. Ecco quanto tu dovresti fare, e quanto io bramo che tu faccia.


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Lettere a Cencia
Volume Primo e Secondo
di Giuseppe Gioachino Belli
pagine 246

   





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