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      La Baronessa Olga, benchŔ russa, era bruna di capelli. Era vigorosa, non molto grande, con delle forme splendide, e una fisonomia affatto straniera, non bella forse, ma ricca d'un certo fascino irritante. Aveva il naso piccolo, un po' camuso, una bocca quasi da mora, grande, sana, ridente, con dei denti che parevano quasi fulgidi nella loro bianchezza di smalto e all'ombra di quelle labbra tumide, violenti di forma, di colorito, d'espressione.
      Dirimpetto a lei, al posto spesso occupato da Giuliano, brillava l'insipida figura d'un Viscontino francese. Furono osservate varie cose: primo, che la Baronessa Olga era pi¨ bella che mai; secondo, che aveva una toilette nuova; terzo, che serbava quella tal aria serena, di buon umore, che la rendeva adorabile; quarto, che aveva precisamente i modi, la maniera di guardare delle altre sere; quinto, che il suo palco fu affollatissimo. Giuliano, quella sera, venne in teatro, s'adagi˛ nella sua poltrona, and˛ a far visite nei palchi delle signore di sua conoscenza. Non and˛ nel palco della Baronessa, ecco tutto.
      Ma al Fiorio, dopo il teatro, quante se ne dissero!... Tutti sapevano il perchŔ di quella rottura... era un motivo frivolo, dietro il quale si celava forse un reciproco senso di stanchezza. Generalmente, si approvava Giuliano e la sua ribellione. La Baronessa aveva qualche anno pi¨ di lui, e, a dir vero, viaggiava troppo. Un signore, autoritÓ vecchia, ma incontestata, di quel formidabile palazzo di giustizia, fu il solo a sostenere che Giuliano aveva fatto uno sproposito, enorme.


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Mia
Romanzo
di Ines Castellani-Fantoni Benaglio (alias Memini)
G. Galli Editore Milano
1884 pagine 180

   





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