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      5) che è partendo da queste istituzioni nuove o rinnovate, legate fra loro da una complessa serie di rapporti, e la cui esistenza dovrà essere presidiata dalle più larghe libertà di associazione, di stampa, di riunione, di lingua, di cultura, che si arriverà a costruire uno Stato federativo orientato nel senso della libertà, cioè una società socialista federalista liberale;
      6) che il concetto di autonomia deve valere non solo per domani ma anche per oggi; non solo per la ricostruzione ma per la lotta che dovrebbe condursi secondo questi criteri; autonomia alla base, cioè iniziativa dei gruppi locali in Italia e all'estero; e federazione al centro, cioè Alleanza Rivoluzionaria.
      Sarebbe opportuno che su questi problemi vitali il dialogo a due si trasformasse in discussione generale.
      Il giornale è lieto di aprire le sue colonne a quanti, a qualunque corrente appartengano, abbiano qualche cosa da dire in argomento.
     
      P. S. Berneri riecheggia la formula classica non solo di Proudhon ma di Marx, secondo cui, in regime socialista, «al governo degli uomini subentra l'amministrazione delle cose».
      La formula ha un profondo significato contro l'autoritarismo e l'oppressione dello Stato di classe. Ma è dubbio se convenga ripeterla tale e quale dopo l'esperienza russa.
      La tesi del governo come amministrazione di cose implica la concezione dell'amministrazione come pura tecnica. È il pianismo, il tecnicismo forsennato, è la via aperta a tutte le dittature in nome della produzione massima. L'argomento principe di tutti i dittatori, Mussolini in prima linea, è sempre stato quello che dalle grandi questioni di organizzazione e di produzione sociale esula la politica.


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Umanesimo e anarchismo
di Camillo Berneri
pagine 88

   





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