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      Or mirate l’Italia, come è, da tre secoli in qua, piena di tai buffoni e in quante classi e in quanti stili e in quante follie si dividono i vostri poeti berneschi(122). Per tacere degli altri, leggete un poco, a questo lume sincero ed esame non prevenuto, il Burchiello(123), per esempio, e ditemi se non è una impudenza il darci le stravaganze d’un ubbriaco, che non intende se stesso né sa quel che dicasi, come fosse un poeta classico. Io l’ho veduto ristampato al mio tempo in Italia, e ho trovata a Venezia una setta di burchielleschi, che si facean gloria di scrivere su quel gusto. Mi arrossirei di citare i capitoli del forno, dei fichi, e tutta quella immondezza dei vostri cinquecentisti, e di farvi l’analisi di qualche sonetto burlesco del Berni, del Lasca, del Firenzuola e degli altri compresi nei tre o quattro volumi che ho veduti, nei quali una empietà, una bestemmia talora, (ed è vero quel che io vi dico) sono l’unico sale di un componimento. Io so bene che questa licenza è stata frenata nel nostro secolo, ma il poetare bernesco è ancora alla moda, e conosco un qualche poeta di merito e di talento che ha cambiata la bella poesia, quasi noiandosi di servir la reina, in questa fantesca plebea. Vi sono, egli è vero, qua e là de’ saporosi tratti negli antichi, in Caporali, in Berni, qualche sale ingegnoso ho incontrato in qualche tomo di moderno poeta, ma deh che monta far dei volumi per così poco? Tanto più che la moderazione introdotta e la verecondia moderna, ch’è tanto lo


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Lettere Virgiliane - Lettere Inglesi e Mia Vita Letteraria
di Saverio Bettinelli
1758 pagine 205

   





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