Pagina (8/106)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      La grama famiglia tirava innanzi come Dio vel dica, ricevendo di quando in quando un sussidio dal parroco, e impegnando o vendendo nei giorni di maggior penuria qualche capo di rame o di biancheria. Il povero vecchio gemeva secretamente di essere a carico della figlia e della nipote, e si rimproverava di togliere loro il pane di bocca. Alle volte fingeva di non aver fame per mangiar poco, o per astenersene del tutto. Queste privazioni lo costringevano poi ad un atto, pel quale aveva grandissima ripugnanza e vergogna. Dopo aver condotto i due fanciulli alla scuola infantile, il che era sua incombenza, girava una contrada remota, o si appostava sotto una porta, aspettando al varco qualche persona ben vestita per domandarle con voce tremante un poco di carità. Egli cercava pure di occuparsi in qualche faccenda permessa dalle sue deboli forze e da' suoi occhi poco veggenti, ed era tutto lieto quando gli riusciva di mettere in mano a sua figlia alcuni soldi guadagnati portando un fardello, scopando un cortile, o facendo altri servigi di questa sorta. Se il tempo era buono, usciva ancora della città a raccogliere pei campi e lungo le siepi dei fuscelli di legna, ed era per lui un'altra cagione di contentezza quando ne portava a casa un bel fascio.
      Ma perchè mai Tribolo mostra tanto interessamento per questo meschino? Perchè lo saluta e gli sorride amichevolmente? Perchè gli offre sempre una presa di tabacco, e lo chiama il suo caro Antonio? Egli spinge non di rado la cortesia fino ad invitarlo nelle sue stanze a bere un bicchierino di liquori.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Tre racconti sentimentali
di Paolo Bettoni
Borroni e Scotti Milano
1855 pagine 106

   





Dio Tribolo Antonio