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      Non vi cada in animo che avesse ottenuto i favori lungamente sollecitati di qualche fanciulla o vedova restia, o che fosse riuscito a burlarsi di qualche marito creduto generalmente invulnerabile. No, egli non si dilettava di amori colpevoli e di tresche vergognose. La sua fiamma era pura come la vergine che gliel'aveva inspirata, e santi erano i suoi voti. Questo giovane signore è nel novero dei pochi distinti per coltura d'ingegno, per altezza di sentimenti, e per nobili qualità di cuore. Egli si toglie dalla pluralità di coloro pei quali le ricchezze sono stimolo all'ozio, alla dissipazione, alla burbanza, e alla nullità della vita. Non è già che abbia rinunciato ai piaceri della sua età, nè ai gusti nè alle abitudini proprie dei signori. Egli segue le mode, guida cavalli sul corso, frequenta i teatri ed i convegni del bel mondo, ma di questa occupazioni non fu l'unico e serio affare della sua esistenza. La maggior parte del tempo lo impiega nello studio delle arti geniali, della letteratura e d'ogni nobile disciplina. La sua conversazione non può essere più sensata, più amabile e più spiritosa. Nessuno poi lo supera in bontà d'animo, in affabilità e cortesia di maniere. Insomma io ve lo do per un modello di perfetto gentiluomo. Antonio gli si fece peritoso dinanzi, e gli sporge il piattello, come aveva fatto verso gli altri signori che erano nel caffè. Il giovane lo guardò attentamente, e rimase colpito dal suo povero arnese, dalla sua timida esitanza, e dall'espressione di dolore che gli stava in volto.


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Tre racconti sentimentali
di Paolo Bettoni
Borroni e Scotti Milano
1855 pagine 106

   





Antonio