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      Persuasi noi dunque, che il nemico nostro immediato, ed attivo sia l'Austria, volendo come dobbiamo, contro di lei insorgere, quanti e quali mezzi ella da opporci possegga, attentamente pesar ci conviene. Il maggior stato militare effettivo dell'Austria, è di seicento mila uomini, sebbene in qualche occasione, alcune migliaia di più ne abbia fatte nominalmente comparire. Or supponendo, che far volesse uno sforzo, ed un grande esercito a combattere l'insurrezione italiana spedire, a quel numero potrebbe quello esser portato? Sarebbe mai per lei prudente, e convenevole di sguarnire le frontiere della Polonia, della Prussia, e della Turchia, per quindi tutte le sue forze contro l'Italia dirizzare? Certamente che no: e duecento mila uomini pochissimi sarebbero per far fronte da tante parti; ed eziandio, l'Alamagna, che altro non aspetta se non l'occasione per isfuggire dalla sua influenza, tenere in soggezione. Rimarrebbero ancora quatro cento mila, e di questi un cento mila, appena sarebbe per le guarnigioni interne del paese, sufficiente. Anzi diremo quasi di nò; perchè la Boemia, l'Ungheria, l'Illiria, la Galizia, la Lodomiria e la Transilvania che hanno tra tutte una superficie di circa sedeci mila leghe quadrate, male sarebbero con i cento mila rimanenti soldati guarnite. Ma per altro, così alla peggio supposto, ecco a trecento mila combattenti l'esercito nemico ridotto; ora che potrebbero far trecento mila uomini contro venti milioni d'abitanti, a volerli esterminare risoluti!


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Della guerra nazionale d'insurrezione per bande applicata all'Italia
di Carlo Bianco di St. Jorioz
1830 pagine 508

   





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