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      Da quanto abbiamo esposto nel capitolo sesto, la forza disponibile italiana, fatte tutte le più minute, e possibili deduzioni, monterebbe a due milioni di robusti, ed attivi giovani armati per l'unione, l'independenza(144) e libertà del paese, di maniera che si troverebbero sette combattenti italiani per ogni austriaco. La freddezza, e flemma di quei servi dell'imperatore, nessuno certamente ignora. Possono bensì alcune volte con mediocre successo in massa, in colonne serrate, ed in linea nelle pianure venire alle mani, abbenchè poco favorevole anche in questo modo, debbagli la rimembranza(145) delle guerre ch'ebbero contro i Francesi, ed Italiani uniti, riescire. S'è vero che in quelle, per qualche tempo le loro file e righe mediocremente conservavano, non si può però neppure negare che quando dalle truppe leggere franco-italiche, a far nascere intente la confusione e lo scoraggiamento, nelle schiere, furono oppresse quelle macchine, tosto si disordinavano, e si sbandavano; tanto è grande il timore dal quale vengono, al rompersi le righe, assaliti que' soldati che qual mandra di pecore in ispavento, che quà chi là, dandosi confusamente alla fuga, in tal modo si sparpagliano, che impossibile in appresso riesce di poterle di bel nuovo riunire. E siccome sono di quella emulazione, ed ambizione deficienti, delle grandi gesta producitrice, ed altro stimolo, il loro coraggio non ha se non quello del bastone del superiore, ne avviene che appena dal bastonatore separate, diventano ad agir da per se stesso, del tutto inabili, e tosto all'intiera volontà dell'avversario la cervice umilmente sottopongono.


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Della guerra nazionale d'insurrezione per bande applicata all'Italia
di Carlo Bianco di St. Jorioz
1830 pagine 508

   





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