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      Epperciò dicono: "le punizioni alla caserma, al campo il guiderdone." Altri finalmente più savj, più giusti, del pari che più benigni, ragionevolmente stabiliscono dovere in ogni tempo, ed ogni luogo, la punizione ed il premio, come le due gran molle della disciplina, essere considerate, la quale, meno sul timore, la coazione, e l'avvilimento, che sull'onore, l'emulazione, e la gloria, è di mestieri ch'abbia la sua base.
      Tutt'i più savj scrittori sopra il militare servizio, convengono che la disciplina tanto ad una truppa regolare, necessaria, mantener debbasi, con una giusta distribuzione di pene, e ricompense ponderatamente bilanciate, non meno, che col tenere il soldato di tutto il necessario(194), fornito, e regolarmente pagato, nutrito e vestito: senza di che, non è a chi comanda permesso di esigere da lui servizio, e subordinazione. E pensano altresì che debba esservi un numero grande di ufficiali, e bassi ufficiali che per mezzo del rigore, sempre ad una determinata distanza dal soldato conservandosi, da quello siano rispettati, ed obbediti. Onde ottenere questo risultamento abbisognano, senza dubbio, impiegati civili, magazzeni, caserme, etc. Sono le bande, come truppe irregolari, di tutto ciò deficienti, i loro uffiziali debbono essere pochi, la cui autorità sia con somma moderazione, esercitata; i loro quartieri, esser le case dei cittadini, e dei villani, le poche volte che non serenano; e la loro propria esistenza per istituzione, incerta ed errante, esclude lo stabilimento di magazzeni, ed impiegati.


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Della guerra nazionale d'insurrezione per bande applicata all'Italia
di Carlo Bianco di St. Jorioz
1830 pagine 508