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      Non esporrò se non quello, che dovrebbe entrare nel corredo intellettuale di ogni persona mezzanamente colta. Per resistere al nemico, conviene conoscere le sue forze e il suo modo di combattere. D'altra parte, quanto è nocivo che il profano alla medicina cerchi di curar le malattie, altrettanto è utile che anche il profano conosca il modo di prevenirle. Più che utile, anzi, si deve dire che è indispensabile, poichè per la prevenzione delle malattie i medici non possono che dare consigli; l'applicarli è compito riserbato all'autorità e all'individuo.
      Si crede da molti che la tubercolosi si manifesti esclusivamente, o quasi, sotto forma di tisi polmonare. È un errore. La polmonare è la più frequente delle tubercolosi, ma oltre ad essa abbiamo numerose le malattie tubercolari di altri organi del corpo, che non riescono meno penose e meno gravi.
      Ciò si comprende pensando al modo in cui la malattia origina nel nostro corpo, e poscia vi si diffonde. Essa non nasce spontaneamente in noi; viene prodotta da uno speciale microbio, da un bacillo che, provenendo dall'esterno, arriva accidentalmente su di una parte del nostro corpo dove trova terreno favorevole al suo attecchire. Quivi giunto, esso si moltiplica rapidamente, e, irritando gli elementi onde la parte è formata, dà origine a dei nodetti grigi, leggermente trasparenti, i cosidetti noduli tubercolari (onde il nome della malattia), che da principio sono così piccini da essere, a dir molto, appena visibili ad occhio nudo, mentre più tardi, aumentando di numero e circondandosi di una zona di tessuto infiammato, si fondono in nodi molto più grandi.


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Contro la tubercolosi
di Giulio Bizzozero
Treves Milano
1899 pagine 134