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      (23) Cinque sono invero le precipue specie delle nostre bellissime macchie: l'albatro, il mucchio, lo stincolo, il mirto e la scopa. L'albatro, o corbezzolo, fu da un ingegnoso francese chiamato meritamente: l'albero dalle fragole. Il mucchio è il cistio, o imbrentina, e ve n'ha di due varietà. Di primavera, è veramente cosa grata e mirabile il vedere tanto vasto paese, quasi addobbato con vistoso tappeto, coprirsi dovunque coi vividi colori, bianco, rosso e verde, dei mucchi. Lo stincolo è l'odorifero lentisco, che dà il sapidissimo mastice, squisita bevanda dei Greci. Il mirto poi, alligna in Corsica, copioso di teneri fiori, e così folto ed alto, che se ne ammirano interi boschetti. L'erica, o scopa, non disdice a quella calida vegetazione, con le minutissime corolle di varie tinte.
      (24) Atto e detti storici, attribuiti ad un antenato dei nostri amici, i signori fratelli Bonaccorsi, di Calenzana.
      (25) Forse è superflua cura il ricordare che il colosso notissimo di Mennone ha, scolpiti, i nomi delle persone illustri, venute da lontane contrade, ad udire i suoni armonici che manda fuori, quando l'illuminano i primi raggi del sole.
      (26) Checchè sia stato detto talvolta, per isbaglio o per interesse, abbiamo saputo accertatamente da celebri testimoni oculari, ed attori della non mai abbastanza vendicata, e gloriosa giornata di Waterloo, che il famoso quadrato di Cambronne era il Secondo Reggimento di Cacciatori a piedi della Vecchia Guardia imperiale, nelle file dei quale servivano molti Corsi.


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La battaglia di Calenzana
di Pietro-Napoleone Bonaparte
1865 pagine 41

   





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