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      E giovava per avventura a' suoi studj, come confortava con la mutua dimestichezza e fiducia i suoi affetti, la conoscenza o, meglio, l'amicizia tenerissima in quel torno fatto con Carlo Bini, «anima santa con tanto tesoro d'amore da benedirne una intera generazione,» e giovane d'ingegno grande e novissimo, e di vasta dottrina superiore a gran pezza alla età; il quale conosceva molte lingue e compiutamente la letteratura antica e la moderna di quasi tutta Europa. Erano fatti l'uno per l'altro; e l'affetto del Guerrazzi per l'amico sopravvive alla sua tomba.
      Tornato finalmente nelle braccia del padre, che, primo e spontaneo, con miglior senno muovendogli incontro, gliele apriva, indi a non molto toccando i quattordici anni fu condotto allo studio di Pisa per adottorarvisi, col tempo, in legge. Ma degli studj forensi, per gli uomini che gl'insegnavano e per la non troppa disposizione che vi aveva dalla natura, subito infastidì; tanto solamente vi attese da squadrarne il cervello e buscarsi alla debita ora, l'esame. Meglio, anzi appassionatamente, si applicò, libero uditore delle lezioni di Vaccà e di Pacchiani, alla scienza medica. A tutto preferì la letteratura, la poesia; e si travagliava in letture assidue e meditazioni profonde di questa ragione cose. Quand'ecco a Pisa capitare lord Giorgio Byron, con un fardello di fama, non monta se trista o se buona, ma certamente per uomo e scrittore grandissima, straordinaria e quanta al mondo veruno ebbe mai. Guerrazzi invogliatosi di leggerne le opere, le ebbe in presto da Lavinio Spada.


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Biografia e rivista critica delle opere di F.D. Guerrazzi
di Ferdinando Bosio
1869 pagine 96

   





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