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      Non simili, ma pari i frutti che se ne raccolgono.
      Di cotesti quattro racconti quale sarà il carattere, il merito specialmente letterario? Comincerò dal Buco nel muro. Quivi le cose più minute e le più ovvie e le pieghe particolari dell'anima di ciascuno dei personaggi vi si svolgono con siffatta una amabilità e gajezza e senso di ingenua e schietta verità da attirare un sorriso di compiacenza sulla bocca a chicchessia, per quantunque accigliato e misantropo; e vi sono tocche maestrevolmente e con una varietà infinita di toni e di arpeggi quante ha corde il cuore, trascorrendovisi di una in altra armonia, e su questa ritornando e su quella con prestigio incantevole. Taccio dello stile, il quale ha sciolto il problema dell'accordare il semplice e il fiorito, d'un genere che tiene di quella pittura che, pure anteriore a Raffaello, nondimanco si costuma chiamare raffaellesca; e si manifesta vario ne' suoi colori e nondimeno sempre uguale a sè; e di una festività che non pure ricorda, ma vince i begli umori dei secoli XV e XVI; frammezzo la quale spunta una affettuosa delicatezza, proprio rispondente a non so che di amorevole e di paterno che trapela da tutto il racconto. Il Buco nel muro è forse il lavoro più spontaneo della penna guerrazziana e resterà certo uno dei più nuovi e preziosi giojelli della letteratura italiana di questo secolo.
      Nella Vendetta paterna è specialmente da notarsi una certa calma e parsimonia di forme che già molto si avvicina, e n'è quasi un preludio, alla seconda maniera dello autore, della quale tratterò più sotto parlando del Pasquale Paoli.


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Biografia e rivista critica delle opere di F.D. Guerrazzi
di Ferdinando Bosio
1869 pagine 96

   





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