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      Anche Bacco nasceva al solstizio d'inverno; messo a morte, discese all'inferno, e risuscitò; ed ogni anno si celebravano all'equinozio di primavera i misteri della sua passione.
      Come Cristo, Bacco si chiamava Salvatore: come lui aveva fatto dei miracoli guarendo gli ammalati e predicendo l'avvenire. Nella sua infanzia si minacciò di ucciderlo, tendendogli un agguato, come Erode a Gesù. Nei templi di Bacco si operava il miracolo dell'acqua cambiata in vino, come Gesù cambiò l'acqua in vino alle nozze di Cana.
      Parimente, Adone - nome che significa «mio Signore» - aveva le sue feste che duravano 8 giorni (Adonie), 4 di lutto per la sua morte e 4 di gioia per la sua apoteosi. Una vera settimana santa, col giorno solenne di dolore; dappertutto si erigevano dei santi sepolcri, dove le donne facevano delle lamentazioni funebri attorno al dio coricato sul suo letto. Si spegnevano tutte le candele, eccettuata una (la candela pasquale), che si nascondeva dietro l'altare, e che si faceva ricomparire il giorno della risurrezione del dio. Poi il dio morto risuscitava, e il lutto faceva luogo alla gioia. Queste feste continuarono a celebrarsi nel mondo antico, e specialmente appo i Fenici, per più di cinque secoli prima di trasformarsi in quelle della passione di Cristo.
      Uno dei tratti caratteristici degli Dei Redentori è la discesa nell'inferno, durante il tempo che passa dalla loro morte alla loro risurrezione. Così, prima di Cristo, e in condizioni identiche, Bacco, Osiride, Cristna, Mitra e Adone, profittavano della propria morte per andare a far visita ai defunti (Dupuis, Origine de tous les cultes, V, 204-348).


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Gesù Cristo non è mai esistito
di Emilio Bossi (Milesbo)
pagine 292

   





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