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      Ché anzi il miracolo non fu mai tanto in voga e in credito quanto in quel tempo(265). Si ha notizia di un Dositeo il quale, pei suoi miracoli e prodigi, fu creduto il Messia, e i suoi seguaci - tra i quali erano 30 discepoli corrispondenti ai dì del mese - reputarono fosse salito al cielo. Apollonio Tianeo fece gli stessi miracoli attribuiti a Cristo ed anch'egli scomparì miracolosamente da questo basso mondo(266). Simone detto il Mago avrebbe compiuto i più strabilianti miracoli, sempre, s'intende, creduto e seguito da gran folla. Erodoto, come oggi il nostro buon Cantù, è tanto pieno di fede che racconta con grande serietà i più strepitosi miracoli di quell'età tanto superstiziosa e credula.
      Nella Vita di Vespasiano di uno storico serio quale Svetonio si legge questo brano: «Gli facevano però difetto l'autorità, e una certa maestà, essendo egli quasi nuovo e mal noto come principe; ma anche questo vi si aggiunse. Mentre presiedeva il tribunale, uno del popolo, cieco, ed un altro paralitico, si avvicinarono a lui pregandolo di guarirli, come Serapide aveva loro predetto in sogno; cioè, che il cieco avrebbe riacquistato la vista se gli avesse sputato addosso; l'altro avrebbe comminato, se toccato dal suo piede. Non credendosi da alcuno che la cosa potesse verificarsi, non osava perciò egli di farne l'esperimento; finalmente, esortandolo gli amici, si decise, in presenza di tutta l'adunanza, a tentar la prova; né il successo ebbe a mancare.»(267) Tacito(268) e Dione(269) confermano quei miracoli di Vespasiano.


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Gesù Cristo non è mai esistito
di Emilio Bossi (Milesbo)
pagine 292

   





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