Pagina (155/292)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Così il dolore, la miseria, l'abbiezione, la malattia e neppure la morte non sono un male; e non sono beni né la fortuna, né la grandezza, né il piacere, né la salute, né la vita. Le une e le altre sono cose esteriori, indifferenti: non c'è che l'anima che importi!
      Ma soprattutto dobbiamo agli Stoici la concezione della fratellanza umana universale, che supera i confini delle patrie singolari, in nome dell'universalità della ragione, del Logos, del Verbo!
      Ecco l'essenza del cristianesimo: solo che questo non curerà la perfezione dell'anima per la virtù stessa, ma per salvarla, vale a dire per ottenere un premio nell'altra vita: dove ancora constatiamo un altro titolo d'inferiorità della morale cristiana in confronto con quest'altra delle fonti antiche a cui attinse. Inoltre, mentre gli Stoici amavano la libertà politica, i Cristiani non se ne preoccuparono più che tanto. Qui, evidentemente, i Cristiani copiarono dalla parte meno buona dell'Epicureismo, il quale insegnava l'indifferenza verso la vita pubblica, come doveva poi fare Tertulliano insegnando che un cristiano non deve essere né soldato, né magistrato e dicendo che niente è più alieno dal cristiano che la vita pubblica. Ma Epicuro aveva pur insegnato che lo schiavo è un amico di una condizione inferiore e raccomandato di non batterlo.
      Il greco Gelone, in Sicilia, trattando coi Cartaginesi, aveva stipulato che essi non avrebbero più immolato ai loro Dei vittime umane(283).
      In Cicerone troviamo un vero Padre della Chiesa.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gesù Cristo non è mai esistito
di Emilio Bossi (Milesbo)
pagine 292

   





Stoici Logos Verbo Stoici Cristiani Cristiani Epicureismo Tertulliano Epicuro Gelone Sicilia Cartaginesi Cicerone Padre Chiesa