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      Dov'è, infatti, la credenza nella prossima fine del mondo, che costituisce la base medesima della morale evangelica? Dove sono le castrazioni volontarie per conquistare il regno dei cieli? Dove il celibato, se non se nelle leggi arbitrarie e politiche della Chiesa, sprovviste d'ogni consenso e d'ogni pratica verità? Dov'è l'ozio accettato come un mezzo di perfezione, se non se in quei conventi che ne fanno un comodo strumento di parassitismo, e che sfruttano al tempo stesso il lavoro delle povere creature esaltate ed ingannate che rubano alle famiglie?
      Dov'è il getto spontaneo delle ricchezze per darsi alla vita contemplativa? La Chiesa stessa non è ancor sazia di divorare i patrimoni delle vedove e degli orfani, e di impinguarsi coi milioni spillati centesimo a centesimo alla povera gente, od estorti alle ricche penitenti con raggiri fraudolenti, e un po' a tutti i credenti con la suggestione e col terrore delle pene dell'inferno. Dov'è la povertà volontaria, accettata, ricercata anzi come il mezzo più sicuro per andare in cielo, anche senza nessun altro merito per salvarsi? Dov'è la fratellanza, mentre i preti benedicono le guerre, e più ancora ne promuovono per conto proprio? Dov'è l'eguaglianza, mentre i preti stessi, mentre il loro capo, Leone XIII, copiato da Pio X, ripete che la povertà e la differenza delle condizioni sociali sono di diritto divino? Dov'è l'odio e l'abbandono della famiglia per seguire il Signore? Ah, eccoci? Se qualche cosa è restato della morale cristiana, oltre il medioevo, quest'è la parte brutta; è l'abbandono della famiglia, è l'odio del prossimo in cui incorrono gli esaltati che si ritirano dal mondo, ed i fanatici che hanno la persuasione di vivere essi soli nel giusto e nel vero e che reputano dannati eternamente, per cecità volontaria, coloro che non sono con loro - chi non è con me è contro di me -; è l'intolleranza suscitatrice di odii e di guerre; è il misticismo contemplativo e ozioso degli ordini ecclesiastici, e dei credenti in buona fede, con quale danno per l'economia pubblica e per il progresso ognuno può giudicare; è l'entorse cérébrale (come direbbe il dott.


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Gesù Cristo non è mai esistito
di Emilio Bossi (Milesbo)
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