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      XI, 3, 7-9). Quest'idea è ripetuta in vari altri passi del Nuovo Testamento (I Tim. II, 18; Col. III, 18; Pietro III, 1, 6).
      I Padri della Chiesa, seguendo le orme della Bibbia, trattarono la donna con disprezzo: Tertulliano la chiama «la porta del demonio che ha rotto il suggello dell'albero proibito»; un altro la dichiara «più amara che la morte».
      Il celibato e la verginità, eretti a perfezione dal cristianesimo, sono la condanna dell'amore e della maternità, ossia delle funzioni principali che la natura ha confidato alla donna.
      (273) XIX, 18.
      (274) XX, 22; XXIV, 29.
      (275) IV, 16.
      (276) Il nome di Esseni veniva loro da una parola ebraica significante: santità della vita. Quel che erano gli Esseni in Palestina, furono in Alessandria i Terapeuti, il cui nome significava: la medicina o il medico dell'anima. Per cui è dubbio se questa parte della morale cristiana sia venuta dagli Esseni o dai Terapeuti. Ma al nostro soggetto poco importa tale questione: basta si sappia che questa parte della morale cristiana esisteva già prima del cristianesimo, non solo in potenza ma anche in atto, non solo come speculazione, ma nella pratica stessa della vita, nella vita vissuta. Talché i Terapeuti formarono nell'Egitto un ordine religioso il quale servì di modello alla istituzione dei conventi cristiani.
      (277) Anche il politeismo greco-romano era in ciò superiore al cristianesimo, perché esso non conobbe la feroce intolleranza di quest'ultimo, che non cessa nemmeno colla morte. Confrontisi, a tal proposito, la serenità dei poemi di Omero e di Virgilio col cupo poema di Dante.


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Gesù Cristo non è mai esistito
di Emilio Bossi (Milesbo)
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