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      E pure negli scritti di quell'uomo appajono alcune linee che accennano non in astratto alla redenzione delle plebi! come fa il suo avversario! ma tracciano i mezzi! specialmente nelle forze operaje consociate e nella proposta di un fondo nazionale sacro al riscatto della terra.
      Rispetto poi alla quistione religiosa! occorrerebbe un volume perchè il Dio di Mazzini non è una esplosione sentimentale! un residuo di reminiscenze o un espediente politico! è tutto un risultato storico! di cui bisogna tenere gran conto.
      Mazzini considerò la filosofia rispetto all'ufficio e al tempo. Ufficio gli parve quello di un rinnovamento sociale; il tempo! tra due religioni! l'una occidua! l'altra nascente.
      Le religioni vivono di millenari e il filosofo non siede tra due secoli! l'uno contro l'altro armato! bensì tra due età. "La filosofia! egli scrive! è una affermazione dell'individualità fra una sintesi religiosa che cade e un'altra che sorge; è una coscienza del mondo presente illuminata dai raggi di un mondo futuro."
      È un concetto profondo della filosofia e delle religioni nella vita.
      Ora! parendogli cadente quella specie di politeismo cattolico che non era più tanto una fede quanto un potere! vi sostituì l'unitarismo. Trasse Dio dalla Chiesa e dallo Stato! e lo pose nel popolo.
      È progresso l'unitarismo o è ritorno? E l'unitarismo religioso non è la negazione del monismo filosofico?
      Contro queste due domande non esiste la formola teologico-politica di Mazzini. Dei due termini un solo è sopravivente! il popolo.


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Mazzini
di Giovanni Bovio
Sonzogno Editore
1905 pagine 66

   





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