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      Quanto a me, conosco troppo le giunterie degli spiritisti per dedicare il mio tempo ad una tale Commissione». Così l'Humboldt rifiutava di assistere agli esperimenti dell'Horst, l'autore della Deuteroscopia. Seguono tutti l'esempio del professore di Padova che, invitato da Galileo a verificare i satelliti di Giove nel suo telescopio, rispondeva all'incirca così: «Dei satelliti di Giove, Aristotele non parla; dunque non ci sono, non ci possono essere, e non li voglio vedere; guardate bene, che ci sarà una macchia nel vostro cannocchiale; e se non c'è nel cannocchiale, ci sarà nei vostri occhi». Similmente si conosce un professore d'Università che non voleva guardare col microscopio i bacilli della tubercolosi. Così per i fenomeni medianici un dotto tedesco diceva: «Io non crederò che quando vedrò; quindi non crederò mai, perchè, sapendo che è impossibile, non perderò il tempo a guardare».
      Ma, si dirà, fra quelli che non credono vi sono degli scienziati che hanno sperimentato. Sì, alcuni, ma la loro prevenzione in contrario era molta, e l'esperienza fu molto poca. Il Tyndall, fisico illustre, di cui abbiamo citato più sopra il giudizio sarcastico sugli spiritisti, fu a mala pena trascinato dal Wallace ad un solo esperimento, in cui le prove furono insignificanti. Lo stesso si dica del Carpenter, fisiologo molto reputato, ma che aveva già una teoria fatta, nella quale non tutti i fenomeni potevano entrare. L'accademia di Pietroburgo interruppe fin da principio la serie di sedute che aveva promesso di tenere coll'Aksákow e i suoi tre alleati.


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Per lo Spiritismo
di Angelo Brofferio
Domenico Briola Editore
1893 pagine 316

   





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