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      Perchè i moti involontarî che conosciamo sono moti riflessi, o moti istintivi, o moti abituali. Ma l'istinto di scrivere non esiste; la scrittura è una cosa che s'impara a scuola con molta difficoltà. Nè lo scrivere può essere un moto riflesso come quello prodotto dal solletico. E per abitudine e distrazione si potrà firmare per una volta con un nome invece che con un altro, ma non si può scrivere una sentenza, o una quartina, o una pagina di morale che si scrive per la prima volta. Ciò mi rammenta quel delinquente, che, interrogato perchè avesse tagliato la moglie in trentadue pezzi, rispondeva Signor presidente, è stato un gesto d'impazienza!
      Rispondano pure che il moto della mano del medio può essere bensì volontario, ma diretto da una volontà incosciente; come può essere il medio che pensa senza saperlo, può esser lui che scrive senza volerlo. Anche la volontà viene dal cervello; si tratta sempre di cerebrazione incosciente. E la possibilità di questa spiegazione si prova coll'analogia del sonnambulismo. Il sonnambulo è un uomo addormentato che fa incoscientemente delle cose intelligenti: in sonnambulismo si sono scritte delle ricette, dei sonetti e delle prediche. - Ma noi rispondiamo che il sonnambulo è addormentato ed il medio è sveglio.
      - Ma, possono dire, il medio sarà un sonnambulo sveglio; voilà tout.
      - Ma non è poco. Un sonnambulo che scrive è uno che, sognando di scrivere, spinge il sogno fino a scrivere davvero. Ma un sonnambulo sveglio è uno che sogna ed è sveglio nello stesso tempo; è una contraddizione; e per evitar la contraddizione bisogna dire che non è un solo essere pensante; che il medio si scinde in due, uno sveglio ed uno addormentato.


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Per lo Spiritismo
di Angelo Brofferio
Domenico Briola Editore
1893 pagine 316