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      Perocchč non č da credere, che Carlo Magno traesse di Roma nuovi abitatori che venissero ad abitare Firenze: conciosiacosachč Roma aveva ricevuti tanti danni, che piuttosto aveva bisogno di supplimento per sč che ella fosse sufficiente a darne ad altri. Trovasi ancora circa a questi tempi che i Romani, avendo bisogno di rifare la terra d'Ostia, fecero venire gente di Sardegna, che la venissero ad abitare. Io certamente credo, che da Totila molti gran danni e molta uccisione de' cittadini fosse fatta in Firenze, e ancora credo che la spogliasse di mura: ma io non son gią d'opinione, che interamente fosse disfatta insino a' fondamenti, nč in quel mezzo tempo disabitata. E' si vede l'ornatissimo tempio di San Giovanni, anticamente di Marte, e altri edificj, fatti innanzi all'etą di Totila, restare in pič a' nostri dģ, che ci fanno fede la terra di Firenze non essere stata desolata nč disabitata in tutto. E pertanto io credo piuttosto le mura essere state disfatte, e rifatte da Carlo Magno; e la nobilitą de' cittadini, che doveva essere seminata per le castella del contado, essere stata ridotta nella cittą; e finalmente la terra in varj luoghi piuttosto rinnovata che edificata di nuovo.
     
      Le cittą adunque che per la Toscana erano spente, particularmente abbiamo narrato. E quelle che, dopo tante cose avverse, rimasero in pič d'alcuno nome e reputazione, furono Pisa, Firenze, Perugia e Siena. I Pisani erano potenti in mare, rispetto che quella sola cittą in Toscana delle terre marittime restava salva: e Tarquinj e Luni e Populonia erano distrutte.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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