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      Era in quel tempo Fucecchio molto nominato: e drento vi si trovava degli usciti fiorentini, che insieme cogli uomini della terra vigorosamente difendevano quello luogo; e il conte Novello, perseverando nello assedio, vi piantò le bombarde: ma essendo il luogo paduloso, poi che vi fu stato circa uno mese, fu costretto levarne il campo.
     
      Circa questo medesimo tempo i Lucchesi e gli usciti di Firenze mandarono ambasciadori nella Magna uomini molto reputati a concitare contro al re Manfredi Corradino figliuolo di Corrado, al quale, come di sopra facemmo menzione, si diceva appartenersi la successione del reame di Sicilia. E non era questo loro pensiero (come alcuni per rispetto dello imperio avrebbero giudicato) contrario alla parte de' guelfi: perocchè, poi che Manfredi ebbe occupato il regno e che le sue fraudi e astuzie furono scoperte, Corradino aveva mandati imbasciadori al sommo pontefice, e fatto intelligenza con lui contro a Manfredi. Per questa confidenza adunque furono mandati ambasciadori nella Magna: e i principali di quest'ambasciata furono messer Simone Donati e messer Buonacorso di Bellincione Adimari, cavalieri fiorentini. Questi tali, passate le Alpi, essendo venuti alla presenza di Corradino, che era ancora fanciullo, ogni cosa, dall'età in fuori, trovarono disposto secondo l'appetito loro: perocchè la madre e i propinqui del fanciullo avevano grandissimo odio verso di Manfredi, e gli animi cupidi a fare vendetta, e tante forze che erano a sufficienza a quella impresa.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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