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      Era nel numero di questi parenti convocati molti uomini di nobili famiglie: i quali consultando del modo della vendetta, si levò su uno dei Lamberti chiamato Mosca, e consigliò che si dovesse fare morire, dicendo quello che in volgare si è preso in proverbio: Cosa fatta, capo ha. Questo medesimo consiglio essendo per lo sdegno confermato dagli altri, si deputò il luogo e il dì molto memorabile alla sua occisione. E questo fu il dì della santissima pasqua, e il luogo parve loro accomodato sotto le case della fanciulla ch'egli aveva rifiutata. E pertanto il sopradetto dì della pasqua, venendo messer Buondelmonte per il ponte vecchio, vestito, come si dice, di bianco in su uno cavallo leardo, quelli che si erano congiurati insieme uscirono delle case degli Amidei, e si gli fecero cerchio intorno, e subitamente lo gittarono a terra del cavallo, e con molte ferite l'ammazzarono. A questo omicidio furono presenti alcuni degli Uberti e de' Lamberti e altri parenti della fanciulla: ma innanzi a ogni altro si adoperò Oddo a tale occisione. Fu fatto questo maleficio presso al segno di Marte, che anticamente era stato levato dal tempio e posto al ponte vecchio. Fu notato questo da alcuni per malo segno della città. Dopo questa occisione fatta, subitamente gli autori di quella si ridussero nelle case degli Amidei. Il romore si sparse per la terra, e commosse il popolo a grande indignazione, per la solennità della pasqua e per l'omicidio superbamente fatto: perocchè, s'egli era stato errore di messer Buondelmonte lasciare il primo parentado, vi era posta la pena del danaro secondo le leggi; ma essersi intesi e congiurati a fare una tanta occisione, non pareva cosa civile nè tollerabile in una repubblica.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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