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      I Fiorentini nella prima fronte misero le genti d'arme a cavallo, delle quali erano molto più copiosi che i nemici; nella seconda schiera, posero tutto il fiore delle genti a piè, distendendo la fanteria dall'uno corno all'altro, acciocchè, accadendo il bisogno, potessero fare spalle alla gente d'arme a cavallo; il palvesato e balestrieri posero in sulle teste dell'uno corno e dell'altro. E oltre a queste due schiere ordinarono una terza per retroguardia di Pistolesi ed altri confederati, la quale messer Corso Donati conduceva. Gli Aretini similmente fecero tre schiere delle genti loro: la prima delle squadre a cavallo; la seconda delle fanterie; la terza estraordinaria per retroguardo, la quale conduceva il conte Novello. Era fra i commissari del popolo Vieri de' Cerchi, di nobile famiglia e ricco, e per la sua virtù e prudenza molto famoso: il quale, avendo a eleggere della sua compagnia i primi che avevano appiccare la zuffa, elesse principalmente sè, benchè fosse ammalato d'una gamba, e di poi elesse il figliuolo e il nipote; e degli altri non volle eleggere alcuno, ma disse, che chi amava la patria sua, spontaneamente lo seguirebbe. Molti cittadini, veduto la grandezza dell'animo suo, per vergogna s'offersero di loro propria volontà a fare questo primo assalto, benchè innanzi come cosa grave e pericolosa lo ricusassero. Furono circa centocinquanta uomini d'arme: e infra costoro vi fu circa venti cavalieri, che in quel tempo avevano preso il segno della milizia, a fare questo primo assalto della battaglia.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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