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      Nel fare loro la guerra, non usava una volta l'anno a tempo diterminato uscire fuori col campo, come erano consueti fare nelle guerre passate, ma perseverando continuamente nell'arme, usava Pisa come alloggiamento e ricetto del campo per la vicinità di Lucca.
     
      Da altra parte i Lucchesi avendo circa al medesimo tempo dato l'arbitrio e il governo della terra al re Ruberto come i Fiorentini, e posato la cura delle cose loro in sulle spalle d'altri, erano diventati negligenti a' fatti della guerra: e per questa cagione non facevano loro sforzo vigorosamente, come erano consueti. E benchè da' loro collegati avessero aiuto, nondimeno faceva loro poco frutto, perocchè ogni volta che le genti ingrossavano a Lucca in loro favore, Uguccione si teneva drento in Pisa, e fingeva volersi quietare: poi che elle erano partite, correva in sui confini de' nimici. Finalmente, erano tanti i danni e gl'incommodi che ricevevano i Lucchesi, che mancando gli altri rimedi, furono costretti venire a una iniqua pace: nella quale parte del contado loro e molti luoghi forti lasciarono a' Pisani, e consentirono ricevere drento gli usciti che erano della partecontraria.
     
      Questa pace fu fatta nel principio dell'altro anno che era morto l'imperadore Arrigo: alla quale contradissero molto i Fiorentini, e annunziarono loro il danno che ne doveva riuscire. Dopo questa pace, tornando gli usciti in Lucca, seguì dissenzione drento quanto alcun'altra che fosse stata innanzi per la domanda che facevano de' loro beni: per le quali cose, finalmente vennero all'arme, e in sulla zuffa una parte chiamava i Fiorentini e l'altra i Pisani.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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