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      Ma Uguccione da Faggiuola giunse innanzi, e fu messo dentro da quegli cittadini che per suo beneficio erano tornati nella città, e ipso facto l'altra parte fu cacciata di Lucca. Ma i Tedeschi e i Pisani, i quali con Uguccione erano entrati drento, poi che si videro vincitori, si volsero a mettere a sacco tutta la terra, e non predarono meno i beni degli amici che de' nimici. Questa varietà certamente fu maravigliosa, che i Pisani nella paura e disperazione delle cose loro pigliassero Lucca, la quale innanzi in tante loro prosperità non avrebbero sperato potere ottenere.
     
      I Lucchesi cacciati della terra occuparono alcune castella in Valdinievole e in Valdarno di sotto, e di poi rifuggirono tutti all'aiuto de' Fiorentini. E veramente potevano accusare la negligenza del re: e da altra parte la speranza de' Fiorentini non mancò loro. La prima cosa, avendo compassione il popolo alla calamità de' collegati, e pigliando la difesa, deliberò con prestezza sovvenire agli usciti, acciocchè l'empito del vincitore, in sul corso della vittoria e lo spavento de' cacciati, non togliesse loro le castella dove e' s'erano ridotti. E pertanto, mandate le genti prestamente, dettero animo agli usciti e agli uomini di quegli luoghi a difendere le castella. Appresso, si volsero a fare maggiore apparato, pensando non solamente di sostenere la punta, ma ancora di fare la guerra a loro. Il capo e fondamento di questa impresa parve, che innanzi a ogni altra cosa fosse da richiedere il re Ruberto d'aiuto, e domandargli uno capitano di guerra: e per questa cagione mandarono imbasciadori alla maestà sua.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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