Pagina (393/852)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Stimasi e tiensi pel vero, che questa cosa non fosse stata ordinata dagli usciti sanza consentimento della nobilitą. E pertanto, poi che furono ributtati, si trattņ dentro di punire i congiurati: e giudicando, che tutta la nobilitą venisse in questo pericolo, non parve loro nč da punirgli tutti, nč da lasciargli impuniti, ma solamente di volgersi a quegli che erano stati capo di tale movimento. E perchč nessuno ardiva privatamente d'accusarli, presero un modo nuovo, insino allora inusitato: ragunarono il popolo, e ordinarono che ognuno scrivesse in sulle cedole quello della nobilitą che giudicavano pił colpevole, senza mettere il suo nome da pič. E ragunate e lette queste cedole, si trovņ dalla maggior parte essere scritti i nomi di tre della nobilitą, che furono questi: messere Amerigo Donati, messer Tegghiajo Frescobaldi, messer Lotteringo Gherardini. I quali richiesti dal rettore, sotto certa fidanza ubbidirono: e domandati di questa congiurazione, risposero che erano stati richiesti dagli usciti, ma che non avevano mai voluto consentire. E pertanto, non come congiurati, ma come coloro che non avevano voluto palesare il trattato, furono condannati ognuno di loro in dumila lire e per breve tempo a confine. Degli altri, per non moltiplicare la discordia de' cittadini, se ne passarono di leggieri. Di qui avendo preso animo i popolani al reggimento della repubblica, ordinarono i pennoni, e aggiunsongli a' gonfaloni, e divisongli fra il popolo, avendo fatto la notte del romore esperienza, ch'egli era grande commoditą, perchč, stando fermo il gonfalone in uno luogo, una parte della sua compagnia poteva andare sotto i pennoni ne' luoghi opportuni.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





Amerigo Donati Tegghiajo Frescobaldi Lotteringo Gherardini