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      In questo effetto fu risposto agli oratori regali: e alle loro persone fu fatto grande onore, acciocchè l'animo del re per quella via si tenessi ben contento.
     
      In quello medesimo anno fu cominciata una provvisione che ebbe piccolo principio, e fu poi reputato grande fondamento della repubblica: perocchè i cittadini dovevano avere di danari prestati per la compera di Lucca circa settanta migliaia di fiorini. Questa somma per la impotenza del commune non si potendo pagare e parendo cosa iniqua che i cittadini che avevano prestato il danajo sotto la fede pubblica rimanessero ingannati, fu trovata una via di mezzo fra queste difficultà: perocchè e' furono scritti i nomi di tutti coloro che erano creditori, e consegnato della entrata pubblica cinque per cento. La quantità de' danari cumulata insieme vulgarmente fu chiamata Monte. E di poi fu osservato questo medesimo nella città: e ogni volta che la repubblica ha bisogno, i cittadini pagano i tributi, e ogni anno pigliano le paghe. Questi Monti a tempo di guerra crescono e diminuiscono nella pace, perocchè, quando la repubblica è abbondante, spesse volte si fa diminuzione di monte. Di questi crediti descritti fanno i cittadini fra loro vendite e permute; e, come dell'altre mercatanzie, secondo il tempo, la speranza e il commodo, scema e cresce la valuta; e quella medesima utilità che doveva pigliare il venditore, si trasferisce nel comperatore. Questa cosa, non si perdendo interamente quello che si paga, ma recando a' paganti qualche utilità, fa che i cittadini durano a molti pagamenti.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





Lucca Monte Monti