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      Carlo, il quale primo di quella famiglia ottenne il regno di Sicilia, lasciò uno figliuolo unico, dal quale discesero grande numero di quella stirpe. Questo figliuolo del re Carlo primo fu vinto in una zuffa navale presso a Napoli, e menato prigione in Aragona, come innanzi in certo luogo abbiamo narrato: Morendo di poi il re Carlo, e trovandosi il figliuolo in carcere, il maggiore de' nipoti, il quale si chiamava ancora Carlo, succedette nel regno. Il perchè, essendo giovanotto, dopo la morte dell'avolo, ottenne il titolo regale. Ma di poi che il padre fu liberato della carcere, ritornò nel regno, e mandò questo suo figliuolo in Ungheria a possedere quel reame che gli era pervenuto per eredità materna: e in questo modo, partito lo onore fra loro, il figliuolo in Ungheria, il padre in Italia, venne a regnare. Morendo il padre alcuni anni di poi, Ruberto, secondo figliuolo, succedette nel regno di Sicilia, benchè a molti paresse di chiamare d'Ungheria il legittimo successore. E tacitamente andavano attorno doglienze e querimonie. Ma perchè Ruberto era stato continuamente in Italia, e dava di sè egregia espettazione, si tirava drieto il favore de' popoli: da altra parte i figliuoli del fratello, essendo lontani e quasi alienati, a fatica erano conosciuti da loro, e perchè avevano il regno grande, era reputato che avessero dominio a sufficienza. Ruberto ebbe un figliuolo chiamato Carlo, il quale, come narrammo di sopra, venne a Firenze con grande esercito per la guerra di Castruccio, e di poi, vivendo ancora il padre, si morì senza figliuoli maschi, ma lasciò due figliuole piccolette, le quali s'allevarono appresso al re Ruberto suo avolo.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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