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      E apparecchiandosi a dare la battaglia per averlo, poi che ogni cosa fu a ordine, ne venne tanta e sģ continua acqua, che differirono al secondo e al terzo giorno: e ultimamente, seguendo la piova, che pareva che venisse in ajuto degli assediati, furono costretti abbandonare la battaglia. Solamente gli molestarono con balestra e altri strumenti da combattere.
     
      Nel principio del seguente anno, il Rosso, commessario di Mugello, ragunati molti fanti e bestie cariche di frumento, deliberņ di soccorrere il castello di Lozzole posto in su lo Appennino, il quale solevano tenere gli Ubaldini, e in quel tempo, mancando la vittuvaglia, era forte oppressato e stretto da' nimici. Il commessario adunque con la fanteria e co' carriaggi e con quattrocento cavalli si messe per luoghi montuosi e passi sinistri: e non avendo mandato innanzi a ricercare i luoghi nč andando cautamente pel cammino, nč avendo celato questo suo pensiero, facilmente si trovņ nello agguato de' nimici; e circondato da loro, perdč i carriaggi e buona parte delle genti. Quelli che scamparono delle loro mani, fuggendo in varj luoghi, si ritrassero a salvamento. Ma i Fiorentini, volendo rimediare a questo inconveniente ricevuto per inavvertenza del commessario, di nuovo fecero mettere in punto le genti; e mutato il condottiero, e ordinato di pigliare e afforzare i luoghi donde avevano a passare, non solamente vi misero la vittuvaglia, ma ancora espugnarono la bastķa che era contro al castello fornita di guardie de' nimici: e quelle cose che erano utili fecero portare dentro alla fortezza, e l'altre arsero insieme con la bastķa, e parendo loro avere satisfatto allo onore della repubblica, se ne tornarono per la medesima via.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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