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      Da altra parte il capitano de' Fiorentini, seguendo il movimento loro, si trasferì colle genti a' confini de' Samminiatesi, opponendosi a' nimici. I Tedeschi s'erano fermi al ponte ad Era. Lui si pose col campo sotto Monte Topoli in luogo molto atto alla battaglia, se i nimici, come si gloriavano, avessero voluto fare esperienza della zuffa: ma loro, soprastando alcuno di invano in questi luoghi, finalmente se n'andarono in quel di Lucca. Le genti similmente de' Fiorentini gli andarono costeggiando, e fermaronsi col campo contra di loro in Val di Nievole. Quanto la cosa più s'andava prolungando, tanto maggiori ajuti venivano in favore de' Fiorentini: perocchè, oltre le genti che noi abbiamo referito di sopra, vennero da messer Bernabò cinquecento cavalli con Ambrogino suo figliuolo, egregio giovanotto, e dagli Aretini dugento cavalli e dugento fanti, uomini franchi e usi alla guerra, e di Napoletani cinquanta cavalieri di nobilissima stirpe, spontaneamente, mossi per amicizia privata. Molti altri ancora uomini singolari, per gratificare alla repubblica, vi sopravennero. E pertanto a' Fiorentini era cresciuto l'animo, e avevano grande speranza della vittoria, se fussero venuti alle mani.
     
      I Tedeschi, acciocchè non paresse che si partissero con vergogna dopo tante minaccie, fingevano volere la zuffa e con grande espettazione facendosi alquanto innanzi colle genti, si mostrarono di sopra. Ma poi che videro i nostri colle squadre ordinate e messe in battaglia valorosamente farsi loro incontro, si fermarono in uno colle difficile, e ricusarono di scendere nel piano a fare pruova della battaglia.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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