Pagina (649/852)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Non dimostrano, che i governatori sieno stati tali, che per la coscienza de' loro mancamenti, non si confidavano nella volontą de' cittadini, il fondamento dello stato loro non ponevano nella giustizia e nella benignitą, ma nella violenza e misera tirannia colla quale si suole tenere soggetti i servi? Queste cose, beatissimo padre, noi abbiamo sempre stimato e stimiamo essere aliene dallavolontą e consentimento tuo. Ma la superbia loro e i costumi scelerati hanno messo prima in doglienza, di poi in disperazione i popoli, in modo che la chiesa non ha avuto per Italia maggiori nimici che i suoi governatori. Da costoro il dispregio degli uomini, le rapine intollerabili e le disoneste cupiditą, non vo' dire incontinenze, sono procedute; e sono quelli che hanno indotti i popoli, non colle parole, ma co' fatti, ch'č ancora peggio, alla rebellione e alla disubbidienza. Tu ti lamentavi, che tante cittą per Italia si sono ribellate! Imputa questo a' governatori che n'hanno dato cagione. Tu hai preso sdegno, che i popoli si sono levati coll'arme in mano, e gridato la libertą! Questo ancora puoi attribuire a' medesimi governatori, i quali col giogo crudele della tirannide hanno condotti i popoli nell'arme e nel furore. I cavalli certamente e gli elefanti che non hanno intelletto discernono il buono e il mal governo, e a questo ubbidiscono e quello altro recusano. Quanto maggiormente dobbiamo credere, che gli uomini ragionevoli intendano questo? A noi devotissimi figliuoli ab antico della chiesa, i quali abbiamo sofferto infinite persecuzioni e danni per la difesa de' pontefici romani, sia contenta la tua santitą d'intendere quello che hanno fatto questi tuoi governatori.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





Italia Italia