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      Mosso adunque per questa ragione, pieno di sdegno si partì di Francia nel tempo dell'autunno, e con molte navi s'addirizzò verso Italia. Il suo viaggio fu molto difficile, e la sua armata ebbe più volte grandi traverse in modo, che lui venne a Genova e a Livorno e in quelli luoghi circustanti molto a soprastare: e ultimamente si condusse a Corneto. Di poi per la via di terra si condusse a Roma, e circa al dicembre entrò dentro: e per mostrare nella prima giunta segno d'una buona volontà, domandò spontaneamente gli fussero mandati oratori, per praticare la pace. Andaronvi adunque gli ambasciadori fiorentini: i quali, benchè gratamente fussero ricevuti dalla santità sua, nientedimeno, nel praticare la cosa, non trovarono l'animo suo molto benigno. E pertanto, essendo soprastati circa un mese, e parendo loro che le domande del sommo pontefice fussero fuori di misura, senza alcuna conclusione se ne tornarono a Firenze. E referito nel consiglio de' cittadini le domande e risposte e le pratiche tenute col sommo pontefice, e dimostrato che l'animo suo stava alquanto duro, deliberarono ragunare maggiori forze e fare più vigorosamente il provvedimento: perocchè la venuta del sommo pontefice in Italia e la sua autorità e presenza nelle cose che s'avevano a fare non erano di piccola importanza. Mossi adunque per queste cagioni, pel mezzo di messer Bernabò segretamente operarono, che la compagnia degl'Inglesi la quale era a' soldi del papa, lasciato lui, venisse a' Fiorentini. E questo fu nel principio del seguente anno: che molto turbò l'animo del sommo pontefice e degli amici suoi.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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