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      In Puglia, dopo la morte del duca d'Angiņ, essendo rimosso uno duro avversario, sopravennero gravissime contese fra papa Urbano e 'l re Carlo: le quali andarono tanto oltre, che il re si condusse a perseguitare coll'armi il sommo pontefice e assediarlo in Nocera. La cagione delle loro discordie era nata da' modi e costumi e inquieta natura del papa, la quale nč da re nč da alcuno uomo mediocre si poteva sopportare. Furono mandati a costoro oratori dalla repubblica fiorentina, per pacificarli, e in ultimo non fecero alcun frutto. E nientedimeno il sommo pontefice, non molto di poi liberato dalla ossidione dai nimici del re, si partģ del regno; e per mare si condusse a Genova, e in quegli luoghi dimorņ alquanto.
     
      Nel medesimo anno il re Carlo passņ in Ungheria chiamato da' baroni di quel regno, perchč non potevano sopportare il governo della reina nč delle figliuole, nč volevano patire, che fuori di quella stirpe reale uscissi il regno. E pertanto s'erano vōlti al re Carlo, il quale era della medesima stirpe, e chiamavanlo a pigliare il regno d'Ungheria. Lui ancora, perchč era nudrito in quelle parti, avea grande desiderio di possedere quel regno. E pertanto, stabilite il meglio che poteva le cose in Puglia, deliberņ prendere il cammino verso Ungheria: e mancandogli il danajo, prese le robe de' mercatanti e cittadini fiorentini che si trovavano in paese, e strinse i mercatanti a darle e aspettare il prezzo secondo la stima fatta. In questa forma messe a ordine le genti italiane, passņ in Ungheria, dove subitamente fu coronato re con grande favore de' popoli e principi di quel regno.


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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