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      Da principio non si diliberava ricevere la terra, ma solamente prestar loro favore. Per queste cagioni indegnati i Sanesi, pareva che fussino disposti a cercare ogni turbazione. Aveano mandato per pratiche secrete oratori a Giovan Galeazzo, e era divulgata la fama, che gli avevano dato la città e stimolatolo a fare la 'mpresa di Toscana, non per altra cagione che per valersi contra a' Fiorentini: donde nasceva, che ognuno era pieno di suspizione. Il perchè si fece consiglio de' richiesti, nel quale fu proposta la materia: e messer Giovanni de' Ricci parlò come appresso diremo: "Questo uomo fa molti segni. E benchè i segni di chi sono scritte queste parole fussino di pace, e in costui sieno di guerra, quegli da desiderare, questi da temere, nientedimeno non pare inconveniente di cose tanto diverse usare le medesime parole: perocchè questo uomo fa molti segni e molto grandi, che sono da temergli e non da sprezzargli. Se la sua mente solo in Lombardia si rivolgessi, non sarebbe da avere tanta paura: ma volersi mescolare co' Sanesi nostri vicini, che sono indegnati contra di noi, e ajutare le speranze loro colle sue forze, tirare alla sua intenzione con grande sollecitudine Lucchesi e Pisani, e per la Toscana in ogni luogo dilatare il nome suo, questi sono manifesti segni, che i suoi concetti e pensieri sono vôlti contra la nostra città. E non pare aliena dalla sua progenie questa impresa di Toscana, la quale per lo passato fece prima l'arcivescovo Giovanni fratello dell'avolo del presente Giovan Galeazzo, e di poi messer Bernabò suo zio carnale: e ha costui molto maggiore facultà e ardire che


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Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





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