Pagina (718/852)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      i suoi progenitori. Considerate adunque rispetto a' Sanesi che di prossimo si sono alienati da noi la sua natura cupidissima di signoreggiare, e la sete ismisurata di stendere il suo dominio. Era da principio la sua signoria molto ampia, perchè possedeva tutti i luoghi che sono fra Milano e l'Alpi. Non contento al dominio del padre, desiderava appresso quello di messer Bernabò, e quello ancora con grande arte ottenne. E non restando paziente allo stato già raddoppiato, aggiunse ancora Verona e Vicenza con grande jurisdizione e castella quasi innumerabili: e non quietando a queste cose, si voltò a fare la 'mpresa di Padova e di tutto lo stato de' Padovani. E in questo termine ancora non si ferma la sua insaziabile cupidità. Già appetisce Bologna, quasi come sua eredità: già la sua speranza, passato l'Appennino, si distende a' Sanesi e Lucchesi. Veggendo adunque queste cose, o cittadini, vi dovete levar su, e pensare alla difesa della vostra libertà: perocchè non è da credere lui desiderare Siena e Lucca, e non appetire la città di Firenze: ma e' vuole avere quelle, per aver questa. Appresso, dovete considerare, che viene contra di voi non con quella medesima mente che contra l'altre città, perocchè e' pensa, che voi non potete sofferire la servitù, essendo nati in città libera, e consueti non a servire, ma dominare ad altri. E pertanto e' non reputa nè voi potere tenere sotto il giogo, nè l'altre città vicine fermamente possedere, se con grande oppressione non abbatte la città di Firenze, in forma che volendosi rilevare, non abbi la facoltà. Per queste ragioni adunque, stimando che sia d'animo inimicissimo contra di noi, è da provvedere con tutte le forze alla salute e conservazione della nostra libertà, e con armi e con danari e con consiglio ingegnarsi di mantenere la gloria che ci hanno lasciato i padri nostri: perocchè e' sarebbe cosa indegna, o vogliamo dire di grandissimo vituperio, essere differenti da' nostri maggiori, i quali hanno fatta di piccola e debile grande e ampia questa patria; e parrebbe, che queste cose egregie e degne le quali ci sono state lasciate, non le sapessimo conservare, massimamente non ci mancando nè danari, nè forze, e difendendo la libertà, la quale pare conveniente anteporre non solamente alle facultà e a' danari, ma ancora alla vita.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria fiorentina
di Leonardo Bruni
Le Monnier Firenze
1861 pagine 852

   





Sanesi Milano Alpi Bernabò Verona Vicenza Padova Padovani Bologna Appennino Sanesi Lucchesi Siena Lucca Firenze Firenze