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      Per comprendere ciò basta analizzare la nidificazione degli uccelli. Questi animali hanno la tendenza istintiva della riproduzione; ma tale tendenza è vaga ed indeterminata. Vi si associa l'intelligenza, ed è questa che insegna all'animale il luogo più sicuro per fabbricare il nido, che gli suggerisca il sito dove può raccogliere i materiali necessari, che gli consiglia di abbandonare il nido già costrutto che sia stato scoperto da' suoi nemici. E così anche negli animali superiori manifestasi l'istinto della propagazione della specie, ma l'intelligenza vi s'ingerisce fornendoci i mezzi più acconci per attuarlo. È quindi naturale che negli animali più intelligenti gli istinti debbano avere minor dominio che nei meno intelligenti. L'uomo assoggetta i suoi istinti quasi interamente all'intelligenza, in minor grado ciò avviene nei mammiferi e negli altri vertebrati, e meno ancora negli artropodi; negli infimi animali domina forse unicamente l'istinto.
      E se in fine qualcuno mi rivolgesse la domanda, che cosa in conclusione sia l'istinto, dichiarerei francamente, che una risposta esatta al presente è impossibile. Tuttavia, con qualche trepidazione, arrischierei la seguente spiegazione. La volontà animale risiede in determinate condizioni del sistema nervoso. Queste condizioni ponno essere innate o tali che necessariamente si manifestano in una precisa epoca della vita; oppure possono essere temporanee, direi quasi casuali, tali cioè che si manifestano solo per le impressioni ricevute dagli oggetti esterni col mezzo degli organi dei sensi nel corso della vita individuale.


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L'istinto nel regno animale
di Giovanni Canestrini
Treves Milano
1868 pagine 29