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      In fatto, mediante le continue proteste di sommessione e la condotta intemerata, egli potè seguitar a professare impunemente; dopo morte fu onorato d'una statua, e deposto nella sepoltura d'un cardinale; ma allora divulgossi un epitafio che diceva: «Qui giacio sepolto. - Perchè? - Nol so, nè mi curo sapere se tu il sappi o no. Se stai bene ne godo. Io vivendo stetti bene. Sto bene ora? se sì o no non posso dirlo».
      Poichè da noi facilmente ogni sentimento diviene passione, non piccola efficacia ebbe egli sul suo tempo; e qualora un professore cominciasse le solite dissertazioni, i giovani interrompevano gridando: «Parlateci delle anime», per conoscer di primo achito come vedesse nelle quistioni fondamentali.
      A que' pensamenti aderirono Simone Porta, Lazzaro Bonamico, Giulio Cesare Scaligero, Giacomo Zabarella, Daniele Barbaro che diceva: «Se non fossi cristiano seguirei in tutto Aristotele»233; Simone Porzio, la cui opera sull'anima è detta dal Gessner «più degna d'un porco che d'un uomo», eppure non gli partorì disturbi. Andrea Cesalpino, illustre naturalista, fa generar le cose spontaneamente dalla putredine, allorchè più intenso era il calore celeste. Galeotto Marzio di Narni, nelle dissertazioni De incognitis vulgo, avendo posto molti errori, e asserito che, chiunque vive secondo i lumi della ragione e della legge naturale, otterrà l'eterna salute, e posto in bilancia i dogmi nostri coi pagani nell'evidente intenzione di mostrarli del pari credibili, fu côlto dall'inquisizione a Venezia, e s'un234 palco, colla mitera di carta dipinta a diavoli, obbligato a ritrattarsi; da maggior castigo salvato da Sisto IV, ch'era suo allievo235, tornato in Boemia e in Ungheria, dove già prima era vissuto come bibliotecario e educatore del figlio di Mattia Corvino, ne uscì per seguitare Carlo VIII in Italia; cascando di cavallo si ruppe la pingue persona.


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Gli eretici d'Italia
Volume Primo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 608

   





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