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      Molti dell'alto clero, assorti in cure secolaresche, investiti feudalmente di obblighi militari e fors'anche di diritti osceni259, a nulla pensavano meno che ad istruirsi in quella fede, che per ufficio avrebbero dovuto tenere immacolata e diffondere. Fra le guerre incessanti del medioevo, ad alcune chiese non provedeano quelli a cui spettava canonicamente di eleggere i successori: onde i prelati, affine di non lasciarle scoperte, le raccomandavano a qualche prete; oppure esse medesime, per sottrarsi a prepotenze, raccomandavansi a qualche signore. I protettori ne vollero un compenso: e fossero laici o prelati, teneansi parte della rendita, mentre del resto investivano amici o parenti. L'abuso dapprima fu corretto con editti; ma come è trista natura dell'uomo il facilmente abituarsi alle ingiustizie, i pontefici stessi conferirono commende, anche a vita, e concedendo gl'interi frutti al commendatario come al titolare; e mentre prima raccomandavasi la tal chiesa acciocchè intanto fosse governata, dappoi si disse: «Ti raccomandiamo la tal chiesa acciocchè tu possa con maggior decenza sostentarti». E poichè costoro erano instituiti dal pontefice, i vescovi locali non potevano frammettersi al governo che facessero di quella chiesa i commendatori, che vedendovi unicamente una fonte di guadagno, trascuravano e le anime e le temporalità260.
      Alcun vescovo rinunziava alla sede, riservandosi la collazione de' benefizj e certe propine; altri a denaro faceansi destinare de' coadjutori, ch'era uno spediente per trasmettere il vescovado ai così detti nipoti; fin arcidiocesi importantissime lasciavansi quasi retaggio a famiglie principesche, come la milanese agli Estensi; poco importando se l'investito fosse illetterato o fanciullo.


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Gli eretici d'Italia
Volume Primo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 608

   





Estensi