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      E perchè siamo a ragionare del reverendissimo Polo, e più volte ho udito dire che si sono avuti sospetti di lui, io voglio dire ingenuamente et coram Deo quel che ne sento sulla materia della giustificazione. Esso ha dato il parer suo in iscritto al Concilio, e questo si potrà trovare negli atti del Concilio, perchè io non mi ricordo se sia nelle mie scritture. Dopo il Concilio ragionando meco una sola volta, non mi parlò della sostanza, ma disse che aveva desiderato l'ordine del decreto in altro modo, e che gli pareva che avesse compilato molte cose insieme, le quali più comodamente si sariano potute dividere in molti articoli. Nel resto della dottrina sua, per quanto ho potuto conoscere io, e che mi ricordo, sua signoria reverendissima nelli suoi ragionamenti attendeva ad abbassar l'uomo, e rappresentar dopo il peccato del primo parente li gran mali che sono in esso uomo, ed in questo soleva diffondersi assai, tanto che qualche volta diceva che saria stato buono, per mortificare il vecchio uomo, che fossimo come morti e sepolti con Cristo, e resuscitati con lui, acciò ambulare in novitate vitæ: e soleva poi magnificare assai l'immensa carità e grazia di Dio, mostrataci e dataci nel Figliuol suo, della quale mai si saziava di ragionare con incredibile allegrezza: e se occorreva qualche volta di ragionare delle cose del mondo, esso sempre mostrava una grande fede nella providenza divina, e si riponeva tanto in quella ne' fatti proprj, che mi faceva stupire, non trovando in me tale affetto.


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Gli eretici d'Italia
Volume Secondo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 728

   





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