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      P. Cristo vietò di cercar lui fuor di sè, giacchè egli è dapertutto principalmente nel petto dell'uomo, che Paolo chiama tempio di Dio.
      L. Ma molti stimano sommo il pellegrinaggio di Terrasanta, e il papa non ne dispensa facilmente. Poichè quella terra fu tocca coi piedi proprii di Cristo.
      P. Vero; ma egli per bocca del profeta dice: Il cielo è mia sede; la terra è sgabello de' piedi miei. Nè vedo che vi tornino migliori quei che vengono di là. Cielo non animo muta chi trapassa il mare, disse il poeta.
      L. Se non fu di castità, non so qual altro voto potessi fare.
      P. Sebben non l'ignori, pure giacchè il vuoi, ti rispondo che la castità può l'uomo prometterla, ma Dio solo mantenerla. Ed è temerità e follia prometter quello che non si può attenere. Ed anche nel matrimonio può la castità serbarsi, ove si serbì la fede e l'integrità maritale.
      L. Insomma che voto fu il tuo?
      P. Votai me e le cose mie a Cristo Gesù liberator nostro, pregandolo d'or innanzi non mi lasciasse trascinar dalle mie passioni, ma col suo spirito mi traesse a sè; e come il vasajo della creta, così egli di me usasse alla gloria sua.
      L. O voto veramente cristiano, che tutti femmo nel mistico lavacro e pochi manteniamo, offrendo invece a Dio quei voti che pendono alle pareti...
      P. Dall'orazione sorgo leggero; cerco a sinistra il tinello, e qui un primo lampo mi balenò, poichè la porta che strideva sui cardini s'aperse così silenziosamente come se fosse immota.
      L. E non avesti tampoco bisogno di chiave?
      P. No: era chiusa solo col paletto di dentro.


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Gli eretici d'Italia
Volume Secondo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 728

   





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