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      Cristo medesimo non venne a portare novità, ma a rivelare ciò ch'era stato coperto. Anche la Chiesa non fa che dichiarare oggi quel che credeva jeri; cangiando soltanto l'espressione per rendere più chiara, più completa, più esplicita una credenza sempre identica.
      La definizione infallibile consta di materia e di forma. La prima è prestata dall'episcopato; l'altra dal pontefice. Ogni vescovo parla nel Concilio, qual testimonio della credenza della sua Chiesa: sicchè l'accordo di tutti i vescovi significa l'accordo di tutte le Chiese. Il papa, capo inseparabile dell'episcopato, non è il più profondo teologo, il più erudito canonista, il più destro dialettico, nemmeno il più pio, il più santo; ma quello che la preghiera di Cristo garantisce dagli errori umani; che non inventa nulla, nè aggiunge forse tampoco un pensiero al tesoro di tanti pensieri ivi raccolti, ma proferisce «Questo è vero»: diffida del suo sapere, e perciò interroga, fa discutere, ma non diffida della sua inerrabilità; esso convoca il Concilio, lo presiede, lo sanziona, lo dichiara infallibile.
      Gli spiriti negativi ridano pure di questi meriti: noi parliamo ai serj e leali. E questi sanno che tutti i Concilj, da quel di Nicea fino a questo tridentino, anche nella storia mondana furono le assemblee più segnalate che la storia ricordi per la dignità de' personaggi raccolti, per la grandezza delle quistioni che vi si agitarono, per l'elevazione delle idee, superiori a limitazione di paese, di nazionalità, di tempo, fondate su principj irrefragabili, e ispirate da una generosità non d'astrazioni, ma effettiva nè mai smentita: vi si presero le decisioni più gravi, più prudenti, più elevate: si fecero le istituzioni più savie per la condotta della Chiesa, e le più rilevanti per la pace dell'anime e la salute del mondo, e mai non fu necessario202 disdirsi o correggersi.


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Gli eretici d'Italia
Volume Secondo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 728

   





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