Pagina (521/728)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Essendo arti di demonj, devono evitarsi da qualunque cristiano. Usano frequente specchi e immagini, consacrati secondo l'esecrabile loro rito. Ponendosi entro circoli, evocano gli spiriti maligni, per macchinare contro la salute degli uomini, o uccidendoli colla violenza del carme, o inducendovi malattie di languore. Chiusero talvolta demonj in specchi, circoli, anelli per interrogarli sul passato e il futuro. S'intrigarono in divinazioni e sortilegj, talvolta adoprando Diane (sic)...... E non esitano asserire che, non solo con cibi e bevande, ma colla sola parola possono abbreviare o prolungare o spegnere la vita degli uomini, e curar da qualunque morbo. Perciò, negletto il culto del vero creatore, fidano ne' suffragi dei demonj, e li credono degni di servizio e di onori divini, e a guisa degli idolatri gli adorano».
      Tale credenza si manifestò in forma scientifica e in forma vulgare, e l'una diede mano all'altra per dedurre da principj falsi spaventosi effetti. Non tutti vogliono ricordare che, nel meriggio delle arti e delle lettere, fra i godimenti della civiltà, in Italia come altrove presero incremento le scienze occulte, alcuno dirà perchè le illusioni meglio vivaci avvengono più spesso all'istante dello svegliarsi. Gli scrittori più spregiudicati credeano all'astrologia, ai pronostici, ai sogni. Il Pomponazzi, che impugna l'immortalità dell'anima, sostiene (De incantationibus) gl'influssi dei pianeti, ai quali, non a demonj è dovuta la facoltà, che alcuni hanno, d'indovinar l'avvenire; e secondo il loro ascendente, l'uomo può scongiurare il tempo, convertire in bestie, far altre meraviglie.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Secondo
di Cesare Cantù
Utet
1865 pagine 728

   





Diane Italia Pomponazzi