Pagina (175/237)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Chiama dolce e chiama amica.
     
      Ei primiero il varco aperseA un ristoro confidente,
      Egli a' medici scoperseCome l'utero si pente:
      Dea, ben dritto è se n'hai scóltoNel tuo tempio il nome e il volto.
     
      Ma forse nel '91, pur restando il tipo, il personaggio vivo era passato, e dileguato e dimenticato il suo linguaggio prezioso. Perché Cluvieno è un ritratto dal vivo: il Parini non rifuggiva dai ritratti personali, come non ne rifuggirono tutti gli artisti veri e forti, tutti i greci, il temperatissimo Orazio, tutto il Trecento con a capo Dante, tutto il Cinquecento con a capo l'Ariosto, fino il Boileau. Il Giusti, sempre e ferocemente falso e academico nelle teoriche, predicò anche contro la satira personale; ed egli ne faceva a tutto spiano, di sottécchi, spalmandola poi con molte manate di vernice civile. A proposito del Giusti, sarebbe da raffrontare a questa Impostura il San Giovanni di lui, per rilevar meglio il difetto di facoltà plastica, il contrasto tra la volgarità e la convenzionalità, l'urto tra la sciattezza e la pretensione, il prosaicismo inorganico e sconclusionato, che offende segnatamente nei primi tentativi satirici di cotesto poeta che non fu quasi mai perfetto e intero artista.
      Sarà meglio tornare al Parini.
     
      Ma imitar Cluvieno e farsi largo tra le signore egli non può: è prete. Farà dunque il Tartufo.
     
      Ma Cluvien dal mio destinoD'imitar non m'è concesso.
      Dell'ipocrita Crispino
      Vo' seguir l'orme da presso.
      Tu mi guida, o dea cortese,
      Per lo incognito paese.
     
      Di tua man tu il collo alquanto


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Conversazioni critiche
di Giosuè Carducci
Sommaruga Roma
1884 pagine 237

   





Cluvieno Parini Orazio Trecento Dante Cinquecento Ariosto Boileau Giusti Giusti Impostura San Giovanni Parini Cluvieno Tartufo Cluvien Crispino