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      - Non posso ignorar nulla, replicò l'altro, siamo nella starostia di Varsavia, io sono oggi di guardia, mi avete con inganno levato dalla corte per rendermi complice di un delitto che mi tirerà addosso lo sdegno di S. M. Alle vostre idee, giacché mi avete fatto venir qui, io mi oppongo. - Come volete opporvi? disse l'altro sorridendo: il re vi perdonerà quando saprà che voi siete stato presente al fatto per sorpresa, e pel rimanente acchetatevi, poiché prendo sopra di me tutte le conseguenze dell'affare, cui per buone ragioni vi voglio presente. Avete inteso? Scostatevi dunque due passi e lasciateci fare. Son cavaliere d'onore e debbo dar soddisfazione a chiunque crede aver dritto di domandarmela, e voglio dimostrar a quest'italiano "que je sais payer de ma personne," che so sempre bastar a me medesimo. - Tocca dunque a voi signor C....... (replicò al veneziano l'ajutante generale) a schivar questo duello: vi invito a rimettere ogni vostra cagione di lagnanza a S. M., e vi avviso che qui non potete battervi, poiché siete nella regia starostia. Il veneziano allora rispose che non pensava a battersi ma a difendersi, il che avrebbe fatto anche se fosse in chiesa; ma che se si trattava di dar un segno della sua venerazione al re, (e ciò dicendo, levossi il cappello) rimettendosi a lui pel compenso di un torto che il signor Postòli gli avea fatto, era pronto a tutta la sommissione purché a ciò l'invitasse il medesimo Postòli, e ch'era anzi pronto a non pretender soddisfazione ulteriore, se egli volea allora, lui presente, dirgli che gli dispiacea di avergli detto jeri quelle oltraggiose parole.


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Il duello
di Giacomo Casanova
pagine 65

   





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