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      E inoltre vi stanno anche molti precetti di servitù. E questi vengono ripetuti; e delli altri si tace.
      Senonchè, la scienza della libertà e della giustizia sarà dunque privilegio dei popoli che leggono l'evangelio? Sarà essa negata alli israeliti, che vivono in mezzo a noi co' nostri costumi, e co' nostri pensieri? E l'ignaro e corrotto bizantino, perchè aveva udito vanamente l'evangelio, sarà stato un essere più sublime di Leonida e di Socrate? E nell'imperio indobritannico, ora e sempre, avrà diritti solo il cristiano? E i cento milioni d'uomini che serbano nella penisola braminica le tradizioni d'una civiltà dalla quale nacque la nostra, non avranno speranza alcuna d'esser partecipi del nostro avvenire? E le centinaia di milioni dell'imperio chinese e delle finitime regioni non hanno forse intelletto? non sono fatte ad imagine di Dio? non hanno natura d'uomo, sicchè, non debbano avere i diritti dell'uomo? Poichè i catolici sono un quarto forse dei viventi oggidì sulla terra, dovrà la maggioranza del genere umano rimanere esclusa dal contratto sociale? E nell'Asia musulmana diverrà il turco e l'arabo e il druso il servo dell'armeno e del nestoriano? E sarà men degno della libertà il circasso che la difende eroicamente, che non lo slavo, la cui vita, il cui nome stesso, è servitù?
      No, quando le nazioni tendono d'ogni parte verso la communanza dei viaggi, dei commerci, delle scienze, delle leggi, delle umanità; quando il vapore trae sulle terre e sui mari le moltitudini peregrinanti nel nome della pace e della fratellanza; quando la parola vibra veloce nei fili elettrici da un capo all'altro dei continenti, non è più tempo d'architettare una giustizia e una libertà che sia privilegio d'americani o d'europei, di papisti o di protestanti.


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Considerazioni sul 1848
di Carlo Cattaneo
pagine 217

   





Leonida Socrate Dio Asia