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      - Corpo di mio padre! sclamò allora Sancio, e volete voi riempirli di quelle lisce cipolle, di quei bioccoli di bambagia scardassata che possono fracassarci la testa e macinarci tutte quante le ossa? Sappiate, amico e compagno mio, che quand'anche fossero i sacchetti pieni di bozzoli di seta io non intendo né voglio menar le mani; combattano pure i nostri padroni, e male si abbiano, ma noi badiamo a bere ed a vivere allegramente, e lasciamo al tempo la briga di farci terminare la vita quando sarà matura senza cercare di abbreviarla con questi loro falsi gusti e appetiti.
      - Non posso essere del vostro avviso, replicò quello dal Bosco, e bisogna combattere almeno per una mezz'ora.
      - E io dico di no, rispose Sancio, che non voglio esser ingrato e discortese a chi mi ha dato da mangiare e da bere senza che vi sia stato fra noi il più piccolo segno di collera e di amarezza. Chi diamine ha da essere colui che venga così in secco a menar le mani?
      - A questo, rispose quello di dal Bosco, rimedierò io facilmente, ed eccovi il modo: prima di cominciar il combattimento io mi accosterò pian pianino a vossignoria, e vi darò tre o quattro schiaffi tali da farvi cadere ai miei piedi; voi vi sveglierete alla collera se anche foste addormentato come un ghiro.
      - Ed io, rispose Sancio, a questo rimedio avrò un controrimedio che non sarà da manco del vostro. Prenderò un buon bastone, e prima che vi riesca di farmi andare in collera, vi addormenterò a colpi di bastonate, in modo che non vi sveglierete se non al mondo di là, dov'è noto abbastanza ch'io non mi lascio pestare il muso da chicchessia.


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Don Chisciotte della Mancia
di Miguel de Cervantes Saavedra
Edoardo Perino
1888 pagine 1298

   





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