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      E voi, o segretario, rispondete al duca, e ditegli che si eseguirà quanto comanda, e presenterete da parte mia un baciamano alla mia signora duchessa, aggiungendo che è da me supplicata di non dimenticarsi di mandare per uno a posta la mia lettera e il mio fagotto a mia moglie Teresa Pancia, che le sarò obbligato: e in altro giorno le scriverò ancora, se avrò tempo: e di passaggio potete innestare nella risposta un baciamano al mio signor don Chisciotte della Mancia, perché conosca che io sono pane gradito; e voi, come buon segretario e buon biscaino, potete aggiugnere tutto quello che vi pare e che viene a proposito. Intanto sparecchino questa tavola, e mi dieno da mangiare, che poi me la saprò bene intendere io con quante spie, sicari e incantatori vogliano disturbare la quiete della mia isola.»
      In questa entrò un paggio e disse:
      - Gli è qua un contadino che brama di parlare alla signoria vostra per certo negozio che, a detto suo, è di somma importanza.
      - Sono pure importuni, disse Sancio, questi negozianti! Com'è possibile che sieno tanto sciocchi da non conoscere che queste non sono ore da venire a negoziare? Come se noi altri governatori e noi giudici non fossimo uomini di carne, o non ci fosse indispensabile il tempo che richiedono i nostri bisogni! Credono forse che noi siamo fatti di pietra o di marmo? Oh in coscienza mia, che se dura questo governo (che per quanto prevedo non durerà) voglio fare impazzire più di un negoziante. Orsù, dite a cotesto buon uomo ch'entri: ma badate prima bene che non sia qualche spia o uno de' miei sicarî.


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Don Chisciotte della Mancia
di Miguel de Cervantes Saavedra
Edoardo Perino
1888 pagine 1298

   





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