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      E si doveva appunto a queste medesime romanticherie, se la giovine donna, dopo, aveva commesso qualche debolezza.
      Ma non si doveva rimproverarla troppo severamente. Meritavano indulgenza i suoi ventitre anni, la sua indole allegra e libera, quella sua geniale bellezza di bruna grassotta, esposta a mille insidie. Non cessava di amare il marito come un padre, come un amico; lo consigliava, lo frenava senza averne l'aria; pregava Dio sinceramente che glie lo facesse ravvedere, liberandolo da certe idee cattive di miscredente. Oh, era religiosissima, migliore assai di tante altre donne, alle quali non si avrebbe potuto rimproverare i torti che a lei volevansi attribuire, esagerandoli.
      In quanto a Mario, si capiva che Flaviana lo avesse conosciuto nell'occasione di qualche affare tra lui ed il vecchio Barbati. Le aveva certo ispirato interesse pel suo spirito e per le buone fortune colle donne. È una qualità che val molto nella seduzione, e che altera essa sola molte fantasie...
      - Birbante! - ghignò Pippo, divertito per la prima volta dall'idea che suo fratello fosse un don Giovanni irresistibile: - ha sempre tirato alle femmine, e non so che polvere ci abbia per addomesticarsele...
      Da quel momento il negoziante di ferrarecce si trovò trascinato inevitabilmente alla riconciliazione. Pareva che Mario fosse diventato ad un tratto un personaggio alla moda. Ai martedí della Minelli si ripetevano i suoi tratti di spirito, si narravano, attenuandone i punti scabrosi, le avventure nelle quali egli erasi mescolato.


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L'eredità Ferramonti
di Gaetano Carlo Chelli
pagine 243

   





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